Due portatili possono avere lo stesso nome di processore e ottenere comunque risultati molto diversi nel benchmark. Il numero di modello dice quale chip c’è dentro, ma non quanta potenza e quanto raffreddamento il produttore gli ha concesso.
I limiti di potenza decidono molto
I processori dei portatili lavorano entro un budget di potenza fissato dal produttore. Un chip da 45 W può funzionare a 35 W in un ultrabook sottile e a 80 W o più in un grosso portatile da gioco. Più potenza significa frequenze sostenute più alte, quindi la stessa CPU può ottenere un punteggio molto più alto nella macchina più grande.
Il raffreddamento fissa il tetto
Anche con un budget di potenza generoso, il processore rallenta quando si scalda troppo. Un portatile con un dissipatore sottile e una piccola ventola arriva a quel punto in pochi minuti. Un desktop con un grande dissipatore potrebbe non arrivarci mai. Per questo i test brevi spesso si somigliano, mentre quelli più lunghi separano le due macchine.
Cosa cambia il risultato sullo stesso portatile
- Modalità di alimentazione. La modalità «Prestazioni ottimali» di Windows e il profilo prestazioni del produttore consentono limiti più alti.
- Alimentatore. La maggior parte dei portatili riduce le prestazioni a batteria.
- Polvere ed età. Ventole intasate e pasta termica secca riducono le prestazioni sostenute negli anni.
- Superficie. Un portatile appoggiato su letto o divano respira male e rallenta prima.
Confrontare in modo corretto
Confrontate portatili con portatili e desktop con desktop, guardando i risultati sostenuti invece dei picchi brevi. Su PCBenchmark, le modalità standard e stress durano abbastanza da mostrare la differenza tra una macchina ben raffreddata e una limitata dal calore.
Per capire dove si colloca il vostro sistema, avviate il benchmark con l’alimentatore collegato e in modalità prestazioni, poi confrontatelo con macchine simili nella classifica.